
Michele Neri
“CANTAR D’ORLANDO INNAMORATO”
sulle orme dei Paladini di Francia
Ciclo di due eventi lettura – narrazione e canto in ottava rima per un pubblico di adulti.
INGRESSO a OFFERTA LIBERA
📍sabato 24 gennaio – 15.30/17.00:
L’arrivo di Angelica alla corte di Re Carlo Magno
Una fanciulla straordinaria arriva, accompagnata da un misterioso cavaliere, al castello del Re di Francia. Tutti i presenti ne sono affascinati. Inizia subito una gara, fra i giovani presenti, per conquistare la bella fanciulla. Ma, in tutto ciò, c’è qualche cosa di strano…
📍sabato 21 marzo – 15.30/17.00:
La follia del Paladino Orlando
Cavalcando alla ricerca della Bella Angelica, dopo infinite peregrinazioni, l’indomito cavaliere Orlando giunge in una foresta. Sulle cortecce degli alberi, sui sassi e lungo il sentiero trova tracce e segni del passaggio della fanciulla, ma…
Il piccolo ciclo è composto da due particolari episodi dell’epopea cavalleresca che fungono da inizio ed apice degli accadimenti in cui si determinano gli elementi essenziali di tutte le gesta successive e nei quali la figura del primo Paladino di Francia, Orlando, di Ferraù di Spagna, Angelica e Astolfo d’Inghilterra risultano essenziali. La partecipazione alle singole date, coinvolgerà sempre gli spettatori presenti, in quanto, ogni episodio, avrà un inizio ed un finale aperto.
Nel mio caso non vi è improvvisazione, ma l’utilizzo del testo poetico di riferimento “L’Orlando innamorato” di Matteo Maria Boiardo e “L’Orlando furioso” di Ludovico Ariosto, oltre all’amplissimo racconto delle gesta dei numerosi cavalieri de “Le storie dei Paladini di Francia” nell’edizione (1858-1860) di Giusto Lo Dico.
Per quanto concerne il canto, partendo da una melodia molto semplice, che si ripete per le differenti “stanze” o ottave, ho elaborato una serie di variazioni e varianti con l’inserimento e la citazioni di altre melodie “estranee” per dare risalto a particolari momenti delle vicende narrate.
Michele Neri



Ho iniziato a lavorare su l’epica cavalleresca dal 2015 dopo un seminario di formazione a Palermo presso la Compagnia figli d’arte Cuticchio, che è sfociato nel Festival “La Macchina dei Sogni”, successivamente ho continuato a elaborare la proposta di questa moltitudine di storie, in differenti contesti e per diversificate fasce di pubblico, dagli adulti, ai ragazzi ai bambini.
Questa specifica messa in scena prevede, oltre alla narrazione e alla lettura ad alta voce l’alternarsi del canto in ottava rima, modalità prettamente sviluppata lungo l’appenino Tosco-Romagnolo e che in parte resiste ancora nonostante l’affievolirsi del trapasso delle nozioni e degli insegnamenti fra le diverse generazioni.
Si tratta di una prassi che ho fatto propria, con la volontà di assorbirla per poi rielaborala, uscendo dal canone e proponendola con una personale creazione artistica.
Lo studio e l’analisi delle modalità interpretative si è articolato in vari momenti di ricerca e ascolto delle fonti e dei documenti, sia di archivio che in alcuni appuntamenti dal vivo. Particolarmente fruttuosa è stato lo studio sui materiali presenti presso il Museo italiano dell’immaginario folklorico di Piazza al Serchio (Lucca), organizzatore di seminari e momenti formativi, con il quale da un paio d’anni ho instaurato una stretta collaborazione, a questi ho aggiunto i miei personali approfondimenti di canto e tecnica vocale.